JUI-F contesta la legge sui matrimoni precoci di Islamabad davanti al tribunale della Shariat
⚡ ⚡ Riepilogo rapido
ISLAMABAD: Il Jamiat Ulema-i-Islam (JUI-F) si è rivolto alla Corte federale della Shariat (FSC), contestando la validità costituzionale dell'Islamabad Capital Territory Child Marriage Restraint Act, 2025 e chiedendo una dichiarazione secondo cui alcune disposizioni della legge sono ripugnanti al Sacro Corano e alla Sunnah (PBUH).
ISLAMABAD: Il Jamiat Ulema-i-Islam (JUI-F) si è rivolto alla Corte federale della Shariat (FSC), contestando la validità costituzionale dell'Islamabad Capital Territory Child Marriage Restraint Act, 2025 e chiedendo una dichiarazione secondo cui alcune disposizioni della legge sono ripugnanti al Sacro Corano e alla Sunnah (PBUH).
Presentata ai sensi dell’articolo 203D, letto con l’articolo 227 della Costituzione, la petizione sosteneva che la definizione di “bambino” data dalla legge come persona sotto i 18 anni di età è in conflitto con il concetto islamico di pubertà (bulugh) come soglia per il matrimonio.
L'avvocato Kamran Murtaza ha presentato la petizione a giugno, chiedendo che la legge fosse dichiarata incompatibile con la giurisprudenza islamica per molteplici motivi. La petizione ricordava che il 6 marzo 2023 l'FSC aveva archiviato il caso Ali Azhar, in cui era stata contestata la sezione 2(a) del Sindh Child Marriages Restraint Act del 2013. La corte ha respinto il caso, ritenendo che fissare l'età minima per il matrimonio a 18 anni non sia ripugnante alle ingiunzioni dell'Islam.
La nuova petizione sostiene che, sebbene la sentenza del 2023 fosse motivata dalla preoccupazione per il benessere dei bambini e dall’importanza dell’istruzione, essa procedeva per incuriam facendo molto affidamento sul concetto di Rushd (maturità mentale) come precondizione per il matrimonio, citando il versetto 6 della Surah An-Nisa.
Tuttavia, la petizione sosteneva che la giurisprudenza islamica classica, inclusa l'autorevole posizione dell'Imam Abu Hanifa, citato nella sentenza stessa, non ha mai considerato Rushd come una precondizione per la validità del nikah. Piuttosto, ha sostenuto, Rushd è un prerequisito per il trasferimento della proprietà a un orfano, non per l’ammissibilità del matrimonio, e che la sentenza ha fuso due distinte ingiunzioni coraniche riguardanti questioni diverse.
La petizione chiedeva all’FSC di annullare, o mantenere per incuriam, il ragionamento del caso Ali Azhar del 2023 nella misura in cui fondeva il concetto coranico di Rushd con un criterio di sposabilità.
Ha inoltre sostenuto che la sentenza si basava sul fatto che Masalih Mursalah e Sadd al-Dara’i ignorassero la pratica consolidata della Sunnah del matrimonio dopo il bulugh senza impegnarsi con la classica dottrina Hanafi.
La petizione richiedeva all’FSC di dichiarare la Sezione 2(a) dell’ICT Child Marriage Restraint Act, 2025 ripugnante al Corano e alla Sunnah nella misura in cui classificava le persone pubescenti (coloro che hanno raggiunto il bulugh) come “bambini” incapaci di contrarre il nikah.
Ha inoltre richiesto una direttiva affinché il governo federale modifichi la definizione di “bambino” per escludere le persone che hanno raggiunto la pubertà (bulugh), come stabilito da segni fisici o, in assenza di tali segni, entro l’età di 15 anni secondo la scuola Hanafi.
La petizione chiedeva all’FSC di ordinare al governo federale di incorporare nella legge un meccanismo di eccezione giudiziaria, modellato sulle pratiche legislative di Giordania, Malesia, Egitto e Tunisia, come approvato dall’FSC nella PLD 2022. In base a tale meccanismo, le parti che cercano di contrarre un matrimonio di età inferiore ai 18 anni potrebbero rivolgersi a un tribunale competente per ottenere l’autorizzazione dopo aver dimostrato circostanze eccezionali, compreso il raggiungimento della pubertà (bulugh) e la capacità finanziaria.
La petizione chiedeva inoltre che si dichiarasse che la sezione 4 della legge, nella misura in cui impone una pena minima obbligatoria di due anni di reclusione rigorosa senza discrezionalità giudiziaria per considerare le circostanze di un caso, è ripugnante ai principi islamici di ta'zir (punizione discrezionale) e adl (giustizia). Ha chiesto alla corte di ordinare al governo federale di modificare la disposizione per consentire discrezionalità giudiziaria nel pronunciare sentenze entro i limiti prescritti.
Ha inoltre richiesto all’FSC di dichiarare la Sezione 5 della Legge ripugnante al Sacro Corano e alla Sunnah del Santo Profeta (PBUH) nella misura in cui classifica la convivenza consensuale all’interno di un nikah valido come “abuso di minori” e impone una pena minima obbligatoria di cinque anni di reclusione. Pubblicato in Dawn, 8 luglio 2026
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